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Killer Istinct Metropolitano

La conquista del millimetro e' una disciplina nella quale il cinese eccelle

Shanghai e’ adorabile.. confusione ovunque, milioni di persone che ogni giorno si muovono, il caratteristico cielo rosso al tramonto (non e’ un paesaggio romantico, e’ lo smog!), le luci sul Bund, il mercato domenicale della donna a People Square (e non sto scherzando..), le superstrade che fanno a zig zag tra i grattacieli a qualche decina di metri dal suolo e.. la metropolitana!

E’ uno dei sistemi di metropolitana piu’ grandi al mondo con le sue 11 linee, piu’ di 400 km di binari, 5 milioni e mezzo di passeggeri trasportati al giorno in media e si viaggia  a prezzi a dir poco ridicoli: le tratte piu’ lunghe vengono pagate al massimo 1 euro (per farvi un esempio, io abito in Zhongshan Park. Per arrivare in aeroporto a Pudong spendo 7 RMB, distanza circa 60 km impiegandoci circa 45 minuti). Penso che solo questi dati vi bastino per capire di cosa stia parlando..

La complessa rete metropolitana di Shanghai. Ma chi diamine progetta una cosa del genere?

Ah.. la metropolitana di Shanghai.. e’ a tutti gli effetti una scuola di vita. Io sono estremamente convinto che tutte le teorie di Darwin possano essere provate ancora una volta con estrema facilita’ prendendo la metro alle 8 e mezzo del mattino. Tu non vai al lavoro, lotti per la tua sopravvivenza. Al mattino ti svegli, guardi fuori dalla finestra, e sai che dovrai essere piu’ veloce e spietato della nonnina cinese. Poi ci sono le giornate cult, tipo quando piove: si passa quindi da un incontro di Thai Box (dove si fa ampio utilizzo di gomiti e ginocchia) ad un piu’ cavalleresco ed antico combattimento all’arma bianca. L’ombrello diventa il tuo piu’ prezioso alleato!

Ecco un team di esperti ingegneri addetti alla progettazione della rete metropolitana

 

Ricordo ancora i miei primi tempi qui.. Quanto ingenuo ero nel salire in metro e farmi scrupolo delle persone accanto a me: lasciavo passare gli anziani, attendevo il mio turno per salire e scendere, stavo attendo a non calpestare piedi o a non appoggiarmi agli altri quando il convoglio partiva o quando frenava alla stazione successiva. Ora, svezzato da mesi e mesi di gomitate sui reni e ginocchiate a meta’ coscia, posso dire di essere un abile utilizzatore del sistema pubblico di trasporto: io salgo sul primo treno che arriva e io scendo sempre alla mia fermata. Il numero di persone davanti a me, in salita e in discesa, ormai e’ solo un particolare irrilevante. Esistono diverse tecniche per non farsi sopraffare dalla folla e, guardando gli autoctoni, qui si possono alla fine carpire due tecniche principali: quella “a potenza” per i soggetti con una certa prestanza fisica (si richiedono requisiti minimi: 1,75 m di altezza e almeno 75 kg) oppure la metodologia “ad anguilla” per i piu’ magrolini ed esili. Poi c’e’ una terza categoria a parte, che e’ quella dell’anziano. Se ne frega assolutamente di tutto. Egli sale in metro, punto. Non importa se rimane incastrato nella porta o difficolta’ logistico-tattiche gli impediscono fisicamente l’obbiettivo, se vede che ha delle difficolta’ ad entrare si punta a testa bassa. La metro non parte fino a che l’anziano non e’ a bordo. Due minuti e mezzo per il prossimo treno sono evidentemente troppi da aspettare..

No, non ci sono i saldi e non e' nemmeno un concerto dei Tokyo Hotel..

La mia tecnica si basa soprattutto sulla potenza, ma in maniera elegante. Se devo spostare quelli di fianco a me, un nemmeno tanto leggero colpo di anca provvede a crearmi lo spazio necessario per muovere i miei passi. Quelli davanti a me vengono inevitabilmente travolti in avanti. O si spostano da soli, o mi fanno da tappeto. Il tutto chiaramente condito da un’espressione assolutamente naturale: nessun ghigno, nessuno sguardo di sfida, nessun segno di fatica. Niente di niente. Io e la mia splendida faccia di bronzo. Io non passo, io avanzo. Poi accade che ci sia qualcuno che prova strenuamente a mantenersi sulle proprie posizioni (e succede abbastanza spesso quando arrivi alla tua fermata) davanti a te pur non avendo la stessa tua destinazione. Peccato..  Vengono tutti trascinati irrimediabilmente in avanti, nel caso incontri qualche resistenza di troppo allora si passa al pestaggio del piede, al calcetto sullo stinco o alla ginocchiata sulla rotula.

Ricordo ancora una volta che una signora aveva stoicamente deciso di crearmi dei problemi. Questa si presenta al binario con tutta una serie di borse e borsette di diversa dimensione. Occupava, alla fine, lo spazio di quattro persone. Chiaramente, non c’e’ nemmeno bisogno di specificare che eravamo in orario di punta.. Arrivo’ il treno e le porte si aprirono. I viaggiatori all’interno guardavano quelli all’esterno con aria di sfida, della serie “ah.. noi siamo gia’ a bordo, affari vostri salire!”, noi eravamo gia’ pronti all’arrembaggio del convoglio. Scenderono in pochi, salimmo in tantissimi. Stavo per mettere piede all’interno del vagone quando la signora in questione, con uno spunto da slalomista degno di Alberto Tomba negli anni d’oro, ci dribblo’ in tre con agilita’ felina e si piazzo’ proprio davanti la porta!  I secondi passarono.. al suono della sirena della chiusura porte riuscii a salire pure io incastrandomi in qualche modo all’angolo. Nelle due fermate successive, il gioco della salita – discesa fece in modo che la suddetta signora disturbatrice alla fine trovo’  il suo posto ideale sopra i miei piedi, completamente appoggiata a me  e con quelle maledettissime borse tenute a mezza altezza. Di conseguenza, fui praticamente bloccato all’angolo della porta di uscita, e la prossima fermata sarebbe stata la mia. La situazione non fu sicuramente delle piu’ piacevoli.

L'autore di questo articolo mentre, tramite un complicatissimo e segretissimo rituale zen, evoca la Forza

E si giunse al momento della verita’: la mia fermata. In questa situazione gravissima onestamente la vidi molto dura riuscire a guadagnare l’uscita con questa distesa addosso a me, aggrappata alle maniglie da entrambi i lati e con tutto il suo corredo, sembrava quasi Yuri Chechi in sospensione sugli anelli. La metro si fermo’, le porte si aprono. Con un riflesso fulmineo calciai fuori dalla porta una delle borse della donna, questa se ne accorse ed ebbe un attimo di distrazione. Ecco il momento buono!!! Approfittai del calo della guardia e la trascinai fuori. Arrivato a questo punto, avendo fatto trenta, perche’ mai non fare anche trentuno? E infatti, costringendola in mezzo al fiume che si dirigeva verso la scala mobile di uscita, me la trascinai in avanti fino a che non sentii la sirena dell’avviso chiusura porte e solo a quel punto mi scansai.

E’ stata una soddisfazione vederla schiantarsi di petto sulle porte che si chiusero mentre cerco’ invano di risalire in metro..

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Informazioni su testapersa

Vivo stabilmente in Cina dal Natale 2010. Ho passato qualche mese a Guangzhou, ora sono fisso a Shanghai. E poi? Beh, non ho nemmeno un po' di voglia di stare qua a raccontarvi le storie dell'orso, altrimenti questo blog e Facebook a cosa dovrebbero servire??

Discussione

6 pensieri su “Killer Istinct Metropolitano

  1. Comprendo pienamente tutto quello che hai raccontato!! Io prendo tutte le mattine il bus 21 per andare in ufficio. Credo che nemmeno il treno merci sia tanto pieno. Sono già stata nella metro nelle ore di punta, ma ti assicuro che l’autobus non è da meno! Le sardine in scatola. L’autobus si riempie talmente tanto non solo da toglierti la possibilità di fare qualsiasi movimento, ma la gente è così spiccicata l’una sull’altra che non puoi evitare di sentirti gomiti sulla schiena, gambe di altri in mezzo alle tue (non sto esagerando), e una distanza massima di 5 centimetri tra il tuo volto e quello di un altro passeggero. Ma io mi chiedo come diamine fanno a viaggiare in quelle condizioni? Il bus 21 passa ogni 5 minuti e io se vedo che è troppo pieno, aspetto quello successivo. Non dico poi la puzza, le gomitate che mi becco sui fianchi ogni volta che la gente entra ed esce..che poi quando l’autobus si ferma e la gente vuole uscire, quella fuori che vuole salire non è che li fa scendere questi poveri disgraziati, no! Si lanciano in massa impedendo agli altri passeggeri di scendere, manco le formiche…All’inizio anche io come te, mi preoccupavo di fare la fila, di dare la precedenza…ma ora, vedendo come funzionano le cose, col cazzo! (scusa il francesismo) Ho adottato una piccola tecnica di sopravvivenza: quando salgo sull’autobus faccio sempre in modo di restare vicino alle porte (il più delle volte non ho scelta) e posiziono il mio piede tra la porta e un palo a fianco, in modo tale da bloccare parzialmente l’apertura delle porte quando il bus sosta. Così una delle due ante si apre solo per 1/3, impedendo così che salgano altre 30 persone in un bus dove già che ne sono almeno 50. Forse mi sono incattivita un po’….

    Pubblicato da Estasia | 13 marzo 2012, 20:44
    • ahahahah!!! Fenomenale Estasia!! Io sono dell’idea che di questo passo entro un annetto potremmo formare una formidabilissima squadra per Giochi Senza Frontiere!!

      Pubblicato da testapersa | 15 marzo 2012, 14:50
  2. Ho scoperto solo ora questo blog e lo trovo esilarante. Sono una studentessa di cinese che ha passato l’estate in Cina, precisamente a Pechino, e mi ritrovo in molte cose. Anche se a mio avviso non hai toccato un tasto dolente: odori in metropolitana. Gli odori in Cina sono diversi, e ci si abitua a tutto, ma ancora ricordo la linea 13 a Pechino, un misto di Qingtsao e ascella ad agosto. Continua così, hai una follower in più!

    Pubblicato da AgneseZiliani | 26 settembre 2013, 19:23
    • Ciao Agnese!! grazie mille per il tuo supporto!!
      Apprezziamo davvero molto chi ci segue.. dispiace non poter essere presenti piu’ assiduamente ma gli impegni di lavoro che abbiamo spesso occupano grandissima parte delle nostre giornate.
      Per quanto riguarda la metropolitana so benissimo di cosa parli, e oserei quasi aggiungere anche anche i taxi di Beijing di certo non profumano di lavanda e gelsomino!! comunque che ci vuoi fare.. questa e’ Cina!!

      Pubblicato da testapersa | 28 settembre 2013, 15:04
  3. Ho scoperto questo blog oggi….e mi chiedo ma perche’ non l’ho trovato prima!!!! Siete grandi.

    Riguardo la metro quando io e mia moglie prendiamo la metro a Shanghai appena prima di salire ci diciamo: al mio segnale (l’apertura delle porte) scatenate l’inferno!

    Pubblicato da Andrea | 15 ottobre 2013, 16:51

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