Regole principali

1)Toni. Tutte le parole in cinese hanno degli accenti e, per poterlo parlare e soprattutto per farsi capire, bisogna essere in grado di leggere le parole con i loro rispettivi accenti. Parole che in pinyin (che è il sistema traslitterazione del cinese standard in scrittura latina) sono scritte alla stessa maniera si pronunciano con toni diversi e hanno tra loro significati compeltamente differenti. In cinese esistono 4 toni: ā, á, ǎ, à. (metterò al più presto on line una parte di lezione di cinese con la mia insegnante che pronuncia parole diverse con tutti i toni presenti nella lingua).

2) Caratteri. I caratteri cinesi sono un sistema di ideogrammi su base pittografica e pittofonetica, per un totale di oltre 10.000, di cui quelli più usati sono più di 3.000, in grado di formare un numero infinito di combinazioni e di frasi. La maggior parte dei caratteri contiene un elemento (il fonetico) che dà un’indicazione ragionevolmente buona della pronuncia e un altro componente (il radicale) che dà un’indicazione del significato. Imparare il cinese in pinyin serve moltissimo nel linguaggio parlato ma se non impariamo a scrivere e riconoscere i caratteri ce ne faremo ben poco trovandoci in Cina. C’è bisogno di una pratica costante nella scrittura dei caratteri cinesi per impararli e, soprattutto, per conoscere l’ordine in cui vanno scritti. Anche semplicemente per cercare una parola nel vocabolario, infatti, abbiamo bisogno di conoscere i radicali e sapere da quanti tratti è composto un carattere e, senza la giusta pratica non potremo mai scoprirlo. Il metodo per imparare a scrivere? Eccovi un esempio con la semplice parola ovvero tu:

3) Ordine dei tratti. Scrivere un carattere seguendo l’ordine sbagliato, anche se alla fine il carattere

è perfetto, viene considerato segno di ignoranza. Ecco in sinstesi:
a)Tratti in cima prima dei tratti in basso.
b)Tratti a sinistra prima di quelli a destra
c) Tratti delimitanti prima dei tratti delimitati (la regola non vale quando non ci siano tratti delimitanti in cima al
carattere)
d) Tratti verticali nel mezzo prima di quelli laterali o in basso (la regola non vale quando il tratto verticale passa sopra ad altri tratti)

4)Grammatica. Il cinese ha poche forme flesse, non possiede nessun tempo, nessuna diatesi (ad es. attivo, passivo, riflessivo), nessun numero (singolare, plurale; anche se ci sono marche plurali, ad esempio per i pronomi personali), solo pochi articoli e nessun genere. Fa notevole uso di particelle grammaticali.
5) Ascolto. Essendo una lingua tonale necessita di grande pratica da questo punto di vista. Nell’acquisto di libri di cinese, se siete autodidatti, preferite quelli che hanno un dvd o un cd.
6) Costanza.La lingua cinese non è una lingua facilmente adattabile alla mentalità di noi occidentali sia per il discorso caratteri sia per il discorso toni. Ci vuole quindi una grande costanza nello studio e un’enorme pazienza.
7)Pechino. La lingua cinese si impara qui. Nessuna altra città della Cina potrà insegnarvi la pronuncia del mandarino standard come avviene nella capitale. In ogni città le parole o le sillabe vengono pronunciate in modo diverso. Non fatevi convincere da nessuna scuola a studiare il cinese, per esempio, a Shanghai. Per quanto sia bellissima non vi aiuterà nell’mparare la lingua, soltanto nella capitale potrete farlo davvero.

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